sabato 21 marzo 2015

V Capitolo-Preparazione alla guerra

Capitolo 5
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<<Ragazzi...vi prego state calmi>> Loris cerc? di placare l'euforia generale. Roda lo guard? preoccupata.
<<Calmi?>> sbott? Ugo <<Perch? dovremmo stare calmi?>>
<<Ha ragione, Capo. Proprio ora che si presenta quest'occasione come possiamo rimanere calmi?>> Cassius faticava a trattenersi.
Anche Alex non si conteneva pi? mentre Pirata, Vida e il resto dei presenti si guardavano incerti.
Draculia si alz? cercado di camare le acque <<Per favore ragazzi non fate cos?...>> ma non continu?. La situazione stava prendendo una piega strana.
Mascella spazientito batt? un pugno sul tavolo.
<<Per troppo tempo siamo rimasti ad aspettare di poter tornare sul campo per prendere a calci quei maledetti. Perch? proprio ora dovremmo fermarci? Non era quello che volevamo?>>
<<Adesso basta!>> Roda era furiosa. <<Vedete di fare silenzio. Volete forse che tutti ci sentano?>>
Stepa, le mise una mano sulla spalla. Lei lo guard? ma quest'ultimo fece un cenno di dissenso e lei si sedette.
Loris attese qualche minuto poi prese la parola.
<<Senza le risorse necessarie a contrastarli non ci riusciremmo. Ci hanno preso dei territori, e molti dei nostri sono tornati feriti ma ci? non vuol dire che rimarranno impuniti, n? che noi resteremo con le mani in mano. Vi mostro una cosa...>> un momento dopo mise sul tavolo dei fogli arrotolati e la busta che aveva portato con s? dal suo studio.
<<Ecco. Date pure un'occhiata.>>
Il malumore fece posto alla curiosit?. Nonostante questo nessuno osava fiatare. Poi Cassius si decise a chiedere:
<<Che cosa sono?>> e li indic? con un cenno della testa.
Alex, che aveva gi? capito, precedette il Capo.
<<Sono i rapporti di questo mese, vero?>>
Loris annu?. <<Esatto. Sono i rapporti militari e commerciali di qusto periodo. Anzi, per l'esattezza, degli ultimi due mesi e mezzo>>
<<Grazie ai nostri mercanti migliori e alle nostre fonti fidate di altri paesi oltre mare, siamo riusciti a raccogliere abbatanza beni e risorse per poter sostenere una guerra e mandare avanti un paese.>>
<<Per non parlare delle nuove armi, armature e cavalcature che ci forniranno. Potremo permetterci anche di cercare nuove reclute>> concluse Roda.
I presenti restarono muti per qualche minuto, ognuno immerso in una profonda riflessione.
Potevano vincere la guerra, riprendersi i territori e avrebbero potuto mantenere la pace per molto tempo. Ma a quale prezzo?
Molti erano tornati stanchi e feriti, altri invece non erano tornati affatto e cos?, i grandi Imperatori aggiungevano una cicatrice sulla loro schiena. Forse per? era la volta buona. Quei rapporti erano la prova della loro ripresa. Potevano farcela.
In fondo erano gli Imperatori, le cui imprese erano sulla bocca di tutti e avevano ispirato le grandi ballate di corte e infuocato gli animi dei giovano valorosi.

Quando lasciarono la taverna si salutarono e ognuno and? a sbrigare i propri doveri. Restarono in cinque. Roda si conged? dagli altri, doveva preparare il necessario per dei colloqui con "vecchi amici" come li aveva definiti. Stepa la segu?. Alex diede un bacio a Draculia e and? ad allenarsi con gli altri, le raccomand? di non far tardi. Quando si allontan?, lei salut? Mascella con un cenno della mano e si avvi? per strada.
Mascella sleg? le redini del suo cavallo e la raggiunse.
<<Drac, ti serve un passaggio?>>
<<Uhm? no. Grazie ma sto facendo due passi. Quando le giornate sono cos? tranquille ? sempre meglio approfittarne.>>
Si ferm? improvvisamente come impietrita.
Mascella parve preoccupato cos? le chiese se fosse tutto ok.
<<Ho scordato il cesto...>> disse lei con un filo di voce.
<<Quale cesto?>>
<<Avevo preparato un cesto per poterci mettere i fiori e le erbe...ma con la fretta di arrivare all'incontro l'ho dimenticato sul tavolo. Sono un disastro...>> disse con una faccia buffa e inconsolabile.
Mascella scoppi? a ridere.
<<Che ci trovi di buffo?>> chiese lei imbronciata.
Asciugandosi una lacrima Mascella le disse:
<<Sembri mio figlio quando non ottiene ci? che vuole.>>
Lei fece la linguaccia per dispetto e riprese a camminare.
<<Ci vediamo pi? tardi all'incontro con le reclute, non dimenticarlo>> le url? dietro.
Lei alz? la mano in cenno di saluto senza voltarsi e prosegu?.

Il campo dove andava solitamente a raccogliere le erbe curative e i fiori profumati che le servivano, si trovava al di fuori delle mura non troppo lontano da Colonia. Non vi era pericolo di perdersi n? di imbattersi in qualche genere di attacco.
Arriv? al grande arco a tutto sesto dove Necro e Giuseppe erano di guardia.
<<Ciao Drac, anche oggi esci fuori?>> chiese Nembo, aprendo l'immenso portone di ferro.
<<Si ho bisogno di altre erbe e purtroppo crescono solo fuori>>
Giuseppe che stava l? da non molto tempo disse:
<<Ma Loris e Roda sanno delle tue incursioni notturne?>>
<<Certo, altrimenti non avreste il permesso di farmi uscire>> e li salut? facendo loro l'occhiolino.
Attraversato il campo, si ferm? in riva a un ruscello.
Era una serata strana. La luna aveva un particolare alone rosso in torno, solitamente attribuito ad un cattivo auspicio ma forse erano solo dicerie. Eppure, c'era qualcosa nella sua luce che magicamente incatenava al terreno...qualcosa di particolare.
<<E' davvero bellissima non trovi?>>
Draculia sussult? per la paura.
<<Chi ? l?? Fatti vedere>>
La voce parve venire da dietro un albero.
<<Chi sei?>> url? Draulia.
Si sent? una risata flebile poi nell'oscurit? apparvero due occhi luminosi.

La cena era pronta, mancava un'ora all'incontro con gli altri a Castel del Monte e lei non era ancora tornata.
Alex iniziava a preoccuparsi. Prese il mantello e usc? a cercarla.
"E se le fosse successo qualcosa?" quel pensiero continuava a martellargli la testa. Non se lo sarebbe perdonato.




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