Capitolo
5
<<Ragazzi...vi
prego state calmi>> Loris cerc? di placare l'euforia generale.
Roda lo guard? preoccupata.
<<Calmi?>>
sbott? Ugo <<Perch? dovremmo stare calmi?>>
<<Ha
ragione, Capo. Proprio ora che si presenta quest'occasione come
possiamo rimanere calmi?>> Cassius faticava a trattenersi.
Anche
Alex non si conteneva pi? mentre Pirata, Vida e il resto dei presenti
si guardavano incerti.
Draculia
si alz? cercado di camare le acque <<Per favore ragazzi non
fate cos?...>> ma non continu?. La situazione stava prendendo
una piega strana.
Mascella
spazientito batt? un pugno sul tavolo.
<<Per
troppo tempo siamo rimasti ad aspettare di poter tornare sul campo
per prendere a calci quei maledetti. Perch? proprio ora dovremmo
fermarci? Non era quello che volevamo?>>
<<Adesso
basta!>> Roda era furiosa. <<Vedete di fare silenzio.
Volete forse che tutti ci sentano?>>
Stepa,
le mise una mano sulla spalla. Lei lo guard? ma quest'ultimo fece un
cenno di dissenso e lei si sedette.
Loris
attese qualche minuto poi prese la parola.
<<Senza
le risorse necessarie a contrastarli non ci riusciremmo. Ci hanno
preso dei territori, e molti dei nostri sono tornati feriti ma ci?
non vuol dire che rimarranno impuniti, n? che noi resteremo con le
mani in mano. Vi mostro una cosa...>> un momento dopo mise sul
tavolo dei fogli arrotolati e la busta che aveva portato con s? dal
suo studio.
<<Ecco.
Date pure un'occhiata.>>
Il
malumore fece posto alla curiosit?. Nonostante questo nessuno osava
fiatare. Poi Cassius si decise a chiedere:
<<Che
cosa sono?>> e li indic? con un cenno della testa.
Alex,
che aveva gi? capito, precedette il Capo.
<<Sono
i rapporti di questo mese, vero?>>
Loris
annu?. <<Esatto. Sono i rapporti militari e commerciali di
qusto periodo. Anzi, per l'esattezza, degli ultimi due mesi e mezzo>>
<<Grazie
ai nostri mercanti migliori e alle nostre fonti fidate di altri paesi
oltre mare, siamo riusciti a raccogliere abbatanza beni e risorse per
poter sostenere una guerra e mandare avanti un paese.>>
<<Per
non parlare delle nuove armi, armature e cavalcature che ci
forniranno. Potremo permetterci anche di cercare nuove reclute>>
concluse Roda.
I
presenti restarono muti per qualche minuto, ognuno immerso in una
profonda riflessione.
Potevano
vincere la guerra, riprendersi i territori e avrebbero potuto
mantenere la pace per molto tempo. Ma a quale prezzo?
Molti
erano tornati stanchi e feriti, altri invece non erano tornati
affatto e cos?, i grandi Imperatori aggiungevano una cicatrice sulla
loro schiena. Forse per? era la volta buona. Quei rapporti erano la
prova della loro ripresa. Potevano farcela.
In
fondo erano gli Imperatori, le cui imprese erano sulla bocca di tutti
e avevano ispirato le grandi ballate di corte e infuocato gli animi
dei giovano valorosi.
Quando
lasciarono la taverna si salutarono e ognuno and? a sbrigare i propri
doveri. Restarono in cinque. Roda si conged? dagli altri, doveva
preparare il necessario per dei colloqui con "vecchi amici"
come li aveva definiti. Stepa la segu?. Alex diede un bacio a
Draculia e and? ad allenarsi con gli altri, le raccomand? di non far
tardi. Quando si allontan?, lei salut? Mascella con un cenno della
mano e si avvi? per strada.
Mascella
sleg? le redini del suo cavallo e la raggiunse.
<<Drac,
ti serve un passaggio?>>
<<Uhm?
no. Grazie ma sto facendo due passi. Quando le giornate sono cos?
tranquille ? sempre meglio approfittarne.>>
Si
ferm? improvvisamente come impietrita.
Mascella
parve preoccupato cos? le chiese se fosse tutto ok.
<<Ho
scordato il cesto...>> disse lei con un filo di voce.
<<Quale
cesto?>>
<<Avevo
preparato un cesto per poterci mettere i fiori e le erbe...ma con la
fretta di arrivare all'incontro l'ho dimenticato sul tavolo. Sono un
disastro...>> disse con una faccia buffa e inconsolabile.
Mascella
scoppi? a ridere.
<<Che
ci trovi di buffo?>> chiese lei imbronciata.
Asciugandosi
una lacrima Mascella le disse:
<<Sembri
mio figlio quando non ottiene ci? che vuole.>>
Lei
fece la linguaccia per dispetto e riprese a camminare.
<<Ci
vediamo pi? tardi all'incontro con le reclute, non dimenticarlo>>
le url? dietro.
Lei
alz? la mano in cenno di saluto senza voltarsi e prosegu?.
Il
campo dove andava solitamente a raccogliere le erbe curative e i
fiori profumati che le servivano, si trovava al di fuori delle mura
non troppo lontano da Colonia. Non vi era pericolo di perdersi n? di
imbattersi in qualche genere di attacco.
Arriv?
al grande arco a tutto sesto dove Necro e Giuseppe erano di guardia.
<<Ciao
Drac, anche oggi esci fuori?>> chiese Nembo, aprendo l'immenso
portone di ferro.
<<Si
ho bisogno di altre erbe e purtroppo crescono solo fuori>>
Giuseppe
che stava l? da non molto tempo disse:
<<Ma
Loris e Roda sanno delle tue incursioni notturne?>>
<<Certo,
altrimenti non avreste il permesso di farmi uscire>> e li
salut? facendo loro l'occhiolino.
Attraversato
il campo, si ferm? in riva a un ruscello.
Era
una serata strana. La luna aveva un particolare alone rosso in torno,
solitamente attribuito ad un cattivo auspicio ma forse erano solo
dicerie. Eppure, c'era qualcosa nella sua luce che magicamente
incatenava al terreno...qualcosa di particolare.
<<E'
davvero bellissima non trovi?>>
Draculia
sussult? per la paura.
<<Chi
? l?? Fatti vedere>>
La
voce parve venire da dietro un albero.
<<Chi
sei?>> url? Draulia.
Si
sent? una risata flebile poi nell'oscurit? apparvero due occhi
luminosi.
La
cena era pronta, mancava un'ora all'incontro con gli altri a Castel
del Monte e lei non era ancora tornata.
Alex
iniziava a preoccuparsi. Prese il mantello e usc? a cercarla.
"E
se le fosse successo qualcosa?" quel pensiero continuava a
martellargli la testa. Non se lo sarebbe perdonato.
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