Una
notte interminabile - Frammenti di passato 1#
Usci?
allo scoperto e il bagliore della luna rivel? un uomo in nero.
Portava
un lungo mantello scuro che nascondeva il viso.
Alla
vista di lui, Draculia arretro?.
Si
era cacciata nei guai. Cosa poteva fare?
"Sar?
un forsetiero?" si chiese. Maledisse il fatto di essere uscita
da sola, avrebbe dovuto dar retta agli altri.
Adesso
lui aveva preso ad avanzare nella sua direzione e lei arretr? ancora.
<<Stai
l?, non osare avvicinarti oltre>> la sua voce trem?.
Dal
buio era giunta un'altra voce.
<<Hai
visto l'hai fatto di nuovo!>> disse in tono infastidito.
<<Appena ti vedono scappano tutti>>
<<Mi
dispiace, non era mia intenzione...>> rispose quest'ultimo.
Fece
qualche passo avanti e raccolse un fiore.
<<Perdonami
se ti ho spaventata...>>
Le
disse con un tono triste, quasi malinconico.
Si
fece in avanti per porgergerle il fiore e attese che lei lo
accettasse. Non sembrava voler demordere.
L'altro
parl? di nuovo, stavolta in tono sarcastico disse:
<<Rinuncia,
non si fider? mai.>> Poi si mise a ridere forte.
Venne
ignorato. Il forestiero incappucciato le disse:
<<Non
voglio farti del male.>> e attese una risposta.
Draculia
non si mosse. Continuava a gettare un'occhiata alle spalle dello
sconosciuto. Lui doveva aver capito perché? in un attimo pass? il
fiore nella mano sinistra e protese il palmo della destra verso il
suo compare, chiamandolo a s?.
<<Ora
sei tu che la stai spaventando. Ci fai la cortesia di uscire fuori?>>
gli chiese.
Si
sent? un tonfo. Il tipo era saltato giu da un ramo!
Quando
si mostr?, aveva ormai affiancato l'altro.
Draculia
lo studi?: era alto, e apparentemente con un fisico da combattente.
A
giudicare dal numero delle sue cicatrici doveva aver visto numerose
battaglie; ne aveva parecchie lungo le braccia e sul volto, una in
particolare doveva essere stata profonda e dolorosa, dal momento che
portava una benda nera sull'occhio sinistro. Aveva i capelli corti,
lisci e neri e una sorta di ciuffo spettinato che scendeva di lato.
La
barba incorniciava la bocca e si infoltiva sul mento.
Aveva
un sorriso divertito. L'unico occhio visibile la studiava a sua volta
con fare curioso.
<<Tu
abiti l??>> disse indicando il villaggio alle spalle di lei.
<<Si,
vivo l?.>> Il suo tono era diffidente.
<<Ed
? anche ora che vi ritorni. Mi staranno cercando.>>
Lo
sconosciuto incappucciato le fece un cenno di saluto con la mano.
<<Alla
prossima, mia cara.>> le disse. <<Ci rivedremo molto
prima di quanto pensi.>> aggiunse con filo di voce, mentre
rigirava il fiore tra le dita.
Nonostate
il tessuto ne oscurasse il volto, a Draculia parve di percepire un
sorriso inquietante. E senza perdere tempo si volt? e corse via.
Alex
aveva corso ininterrottamente per le vie di Colonia. Chiese a
chiunque avesse incontrato, pass? a casa di Vida ma lei dopo
l'incontro alla taverna non l'aveva vista. Poi gli venne in mentre
che Mascella avrebbe potuto saperlo. Lui era l'ultimo che aveva visto
assieme a lei.
Forse
sapeva qualcosa.
Non
perse tempo, e si precipit? a casa di Mascella.
Arrivato
davanti alla porta riprese fiato, si ricompose e buss?.
Attese
che qualcuno aprisse la porta e dopo pochi minuti sull'uscio apparve
una donna. Doveva essere la moglie.
<<Salve
sto cercando Mascella...>> stava dicendo ma la donna lo
interruppe.
<<Tu
devi essere Alexius! Prego accomodati.>> si fece di lato per
lasciarlo passare. Quando Alex fu dentro, lei disse:
<<Mio
marito mi ha parlato di te. Sei il fidanzato di Draculia, vero? la
giovane che ci porta sempre quei bellissimi cesti di fiori profumati.
Mio
figlio la adora sai? Lei...>>
<<Signora,
ho urgenza di parlare con suo marito...>>
<<Oh,
cielo! Lo chiamo subito, aspetta qua>>.
Alex
si guard?, intorno. La casa di Mascella era poco pi? grande della
loro ma non meno accogliente. Aveva un grande tavolo al centro della
stanza. Il fuoco doveva essere stato appena ravvivato perch? i ceppi
nel camino erano ancora interi. Il calore che il fuoco emanava era
davvero invitante. Avrebbe voluto sedersi li vicino con Draculia ma
quel pensiero lo fece stare solo pi? in ansia, e tanto era assorto
dai suoi pensiere che nemmeno si accorse che un bambino lo osservava
da dietro una sedia.
<<Ciao
piccoletto, e tu che ci fai l? dietro?>> Alex gli sorrise e il
bimbo scapp? nell'altra stanza.
Nel
frattempo Mascella aveva terminato di prepararsi e rise alla scena.
Salut? Alex con una stretta di mano e una pacca sulla spalla.
<<Allora,
mia moglie mi ha detto che hai qualcosa di urgente da dirmi. Di che
si tratta?>>
Loris
e Roda attraversarono il grande atrio di Castel del Monte e si
diressero nell'enorme salone.
Tutto
era stato accuratamente sistemato per l'evento dell'indomani: la
proclamazione delle nuove reclute e la visita di vicini amici.
Questi
eventi si organizzavano sempre pi? spesso tanto che ormai si
aspettava che le persone affluissero in una sola volta per poi
organizzare le cose per tutti.
"Dopo
tutto ? meglio cos?" pens? Roda. Guard? Loris intento a
esaminare altre carte. Mise le mani sui fianchi e punt? i piedi.
<<Si
? fatto tardi, rientro a casa. Stepa mi sta aspettando.>> gli
disse, ma era talmente assorto dai suoi pensieri da non sentirla.
Contrariata,
gli prese via dalle mani i documenti e li appoggi? di lato.
<<Domani
sar? una giornata lunga, ? meglio riposare ed ? ora che vada anche
tu.>> Aveva il viso corrucciato in una smorfia di dissenso.
Loris
sospir? e le sorrise.
<<Agli
ordini capo!!>> la prese in giro, poi scoppi? in un'allegra
risata.
<<All'attacco
Imperatori, non lasciamoli passare>> l'eco delle lame che si
scontravano risuonava tutto intorno come un fulmine che cadeva
potente sulla terra.
I
colpi dei cannoni, le ossa che si spezzavano e il nitrire impaurito
dei cavalli, avevano creato uno scenario apocalittico.
Se
davvero l'inferno esisteva, adesso lo sapevano con certezza perch? si
trovava proprio davanti ai loro occhi.
<<Capo
le nostre truppe sono state sconfitte, non riusciamo a contrastarli.
Quali sono gli ordini?>>
<<Padre,
che cosa possiamo fare? sono troppi, ci sconfiggeranno..>>
Perch?
stava accadendo tutto quello? Qualcosa era andato storto?
All'improvviso
una forte esplosione li fece volare via. Loris riusc? a rimettersi in
piedi a fatica, guardandosi intorno.
Cerc?
i suoi compagni. Li trovo a terra, poco lontano da lui. Corse da loro
e vide Dasfaw che tentava di rimettere in piedi suo padre.
Loris
lo aiut?. GLi parve di sentire delle parole ma a causa
dell'esplosione non riusciva a capire. Ogni suono era diventato
indistinguibile.
Stava
cercando di dirgli qualcosa, ma cosa? "Ri...Ri...ti"
Con
l'aiuto di Dasfaw, riuscirono a portarlo abbastanza lontano e al
sicuro. Mentre gli altri riprendevano fiato, lui cercava di far
respirare il suo amico.
<<Ehy,
Capo... Mi senti?>> gli tolse via l'elmo e allent? l'armatura.
<<King,
mi senti? King?>>
Poi
url?: <<King>>
<<King>>
Loris url? a lungo. Nel cuore della notte la stanchezza gli aveva
giocato un brutto scherzo e adesso si beffava di lui.
Col
respiro affannoso si alz? e apr? la finestra. Fuori era tutto
tranquillo. E allora perch? aveva avuto quell'incubo?
Bevve
un bicchiere d'acqua. Non voleva pensarci pi?.
"Meglio
tornare a letto...".
Alla
fine non dorm? pi? quella notte. Il pensiero di poter sognare di
nuovo qualcosa lo turbava; cos? passarono le ore senza che se ne
rendesse conto.
Solo
alle prime luci dell'alba il sonno aveva finalmente avuto la meglio e
dorm?. Dorm? a lungo.
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