giovedì 26 marzo 2015

VII Capitolo-Una notte interminabile - Frammenti di passato 1#


Una notte interminabile - Frammenti di passato 1#

Usci? allo scoperto e il bagliore della luna rivel? un uomo in nero.
Portava un lungo mantello scuro che nascondeva il viso.
Alla vista di lui, Draculia arretro?.
Si era cacciata nei guai. Cosa poteva fare?
"Sar? un forsetiero?" si chiese. Maledisse il fatto di essere uscita da sola, avrebbe dovuto dar retta agli altri.
Adesso lui aveva preso ad avanzare nella sua direzione e lei arretr? ancora.
<<Stai l?, non osare avvicinarti oltre>> la sua voce trem?.
Dal buio era giunta un'altra voce.
<<Hai visto l'hai fatto di nuovo!>> disse in tono infastidito. <<Appena ti vedono scappano tutti>>
<<Mi dispiace, non era mia intenzione...>> rispose quest'ultimo.
Fece qualche passo avanti e raccolse un fiore.
<<Perdonami se ti ho spaventata...>>
Le disse con un tono triste, quasi malinconico.
Si fece in avanti per porgergerle il fiore e attese che lei lo accettasse. Non sembrava voler demordere.
L'altro parl? di nuovo, stavolta in tono sarcastico disse:
<<Rinuncia, non si fider? mai.>> Poi si mise a ridere forte.
Venne ignorato. Il forestiero incappucciato le disse:
<<Non voglio farti del male.>> e attese una risposta.
Draculia non si mosse. Continuava a gettare un'occhiata alle spalle dello sconosciuto. Lui doveva aver capito perché? in un attimo pass? il fiore nella mano sinistra e protese il palmo della destra verso il suo compare, chiamandolo a s?.
<<Ora sei tu che la stai spaventando. Ci fai la cortesia di uscire fuori?>> gli chiese.
Si sent? un tonfo. Il tipo era saltato giu da un ramo!
Quando si mostr?, aveva ormai affiancato l'altro.
Draculia lo studi?: era alto, e apparentemente con un fisico da combattente.
A giudicare dal numero delle sue cicatrici doveva aver visto numerose battaglie; ne aveva parecchie lungo le braccia e sul volto, una in particolare doveva essere stata profonda e dolorosa, dal momento che portava una benda nera sull'occhio sinistro. Aveva i capelli corti, lisci e neri e una sorta di ciuffo spettinato che scendeva di lato.
La barba incorniciava la bocca e si infoltiva sul mento.
Aveva un sorriso divertito. L'unico occhio visibile la studiava a sua volta con fare curioso.
<<Tu abiti l??>> disse indicando il villaggio alle spalle di lei.
<<Si, vivo l?.>> Il suo tono era diffidente.
<<Ed ? anche ora che vi ritorni. Mi staranno cercando.>>
Lo sconosciuto incappucciato le fece un cenno di saluto con la mano.
<<Alla prossima, mia cara.>> le disse. <<Ci rivedremo molto prima di quanto pensi.>> aggiunse con filo di voce, mentre rigirava il fiore tra le dita.
Nonostate il tessuto ne oscurasse il volto, a Draculia parve di percepire un sorriso inquietante. E senza perdere tempo si volt? e corse via.

Alex aveva corso ininterrottamente per le vie di Colonia. Chiese a chiunque avesse incontrato, pass? a casa di Vida ma lei dopo l'incontro alla taverna non l'aveva vista. Poi gli venne in mentre che Mascella avrebbe potuto saperlo. Lui era l'ultimo che aveva visto assieme a lei.
Forse sapeva qualcosa.
Non perse tempo, e si precipit? a casa di Mascella.
Arrivato davanti alla porta riprese fiato, si ricompose e buss?.
Attese che qualcuno aprisse la porta e dopo pochi minuti sull'uscio apparve una donna. Doveva essere la moglie.
<<Salve sto cercando Mascella...>> stava dicendo ma la donna lo interruppe.
<<Tu devi essere Alexius! Prego accomodati.>> si fece di lato per lasciarlo passare. Quando Alex fu dentro, lei disse:
<<Mio marito mi ha parlato di te. Sei il fidanzato di Draculia, vero? la giovane che ci porta sempre quei bellissimi cesti di fiori profumati.
Mio figlio la adora sai? Lei...>>
<<Signora, ho urgenza di parlare con suo marito...>>
<<Oh, cielo! Lo chiamo subito, aspetta qua>>.
Alex si guard?, intorno. La casa di Mascella era poco pi? grande della loro ma non meno accogliente. Aveva un grande tavolo al centro della stanza. Il fuoco doveva essere stato appena ravvivato perch? i ceppi nel camino erano ancora interi. Il calore che il fuoco emanava era davvero invitante. Avrebbe voluto sedersi li vicino con Draculia ma quel pensiero lo fece stare solo pi? in ansia, e tanto era assorto dai suoi pensiere che nemmeno si accorse che un bambino lo osservava da dietro una sedia.
<<Ciao piccoletto, e tu che ci fai l? dietro?>> Alex gli sorrise e il bimbo scapp? nell'altra stanza.
Nel frattempo Mascella aveva terminato di prepararsi e rise alla scena. Salut? Alex con una stretta di mano e una pacca sulla spalla.
<<Allora, mia moglie mi ha detto che hai qualcosa di urgente da dirmi. Di che si tratta?>>

Loris e Roda attraversarono il grande atrio di Castel del Monte e si diressero nell'enorme salone.
Tutto era stato accuratamente sistemato per l'evento dell'indomani: la proclamazione delle nuove reclute e la visita di vicini amici.
Questi eventi si organizzavano sempre pi? spesso tanto che ormai si aspettava che le persone affluissero in una sola volta per poi organizzare le cose per tutti.
"Dopo tutto ? meglio cos?" pens? Roda. Guard? Loris intento a esaminare altre carte. Mise le mani sui fianchi e punt? i piedi.
<<Si ? fatto tardi, rientro a casa. Stepa mi sta aspettando.>> gli disse, ma era talmente assorto dai suoi pensieri da non sentirla.
Contrariata, gli prese via dalle mani i documenti e li appoggi? di lato.
<<Domani sar? una giornata lunga, ? meglio riposare ed ? ora che vada anche tu.>> Aveva il viso corrucciato in una smorfia di dissenso.
Loris sospir? e le sorrise.
<<Agli ordini capo!!>> la prese in giro, poi scoppi? in un'allegra risata.

<<All'attacco Imperatori, non lasciamoli passare>> l'eco delle lame che si scontravano risuonava tutto intorno come un fulmine che cadeva potente sulla terra.
I colpi dei cannoni, le ossa che si spezzavano e il nitrire impaurito dei cavalli, avevano creato uno scenario apocalittico.
Se davvero l'inferno esisteva, adesso lo sapevano con certezza perch? si trovava proprio davanti ai loro occhi.
<<Capo le nostre truppe sono state sconfitte, non riusciamo a contrastarli. Quali sono gli ordini?>>
<<Padre, che cosa possiamo fare? sono troppi, ci sconfiggeranno..>>
Perch? stava accadendo tutto quello? Qualcosa era andato storto?
All'improvviso una forte esplosione li fece volare via. Loris riusc? a rimettersi in piedi a fatica, guardandosi intorno.
Cerc? i suoi compagni. Li trovo a terra, poco lontano da lui. Corse da loro e vide Dasfaw che tentava di rimettere in piedi suo padre.
Loris lo aiut?. GLi parve di sentire delle parole ma a causa dell'esplosione non riusciva a capire. Ogni suono era diventato indistinguibile.
Stava cercando di dirgli qualcosa, ma cosa? "Ri...Ri...ti"
Con l'aiuto di Dasfaw, riuscirono a portarlo abbastanza lontano e al sicuro. Mentre gli altri riprendevano fiato, lui cercava di far respirare il suo amico.
<<Ehy, Capo... Mi senti?>> gli tolse via l'elmo e allent? l'armatura.
<<King, mi senti? King?>>
Poi url?: <<King>>

<<King>> Loris url? a lungo. Nel cuore della notte la stanchezza gli aveva giocato un brutto scherzo e adesso si beffava di lui.
Col respiro affannoso si alz? e apr? la finestra. Fuori era tutto tranquillo. E allora perch? aveva avuto quell'incubo?
Bevve un bicchiere d'acqua. Non voleva pensarci pi?.
"Meglio tornare a letto...".
Alla fine non dorm? pi? quella notte. Il pensiero di poter sognare di nuovo qualcosa lo turbava; cos? passarono le ore senza che se ne rendesse conto.
Solo alle prime luci dell'alba il sonno aveva finalmente avuto la meglio e dorm?. Dorm? a lungo.

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